Vocabolario dinamico dell'Italiano Moderno

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Il galateo del campagnuolo

187446
Costantino Rodella 32 occorrenze
  • 1873
  • Collegio degli artigianelli
  • Torino
  • paraletteratura-galateo
  • UNICT
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Il galateo del campagnuolo

nascere all'ultimo tramonto; alla mite luce della luna e delle stelle, che a miriadi trapuntano il bel zaffiro della purissima volta del firmamento

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casa e di cucina; rappresenta il mobiliare d'una casa colonica e i relativi accessorii, nonché tutto l'occorrente della cucina, in 74 figure. 3. Attrezzi

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Pulitezza. Ecco una parola, il cui significato è poco conosciuto, giacchè la si vede tanto di rado praticata, nella campagna, la pulitezza. Visitate

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La famiglia. La famiglia, l'asilo più sicuro sulla terra, la sede de' miti affetti, delle gioie più pure, della pace, del riposo, dove il cuore

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, con che si stipendia il maestro e la maestra, è pressochè sciupato. Molte sono le cause che di ciò potrei addurre; ma mi atterrò ad alcune delle più

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Il furto campestre. Il professor Cantoni fra le piaghe, che affliggono l'agricoltura, pone il furto campestre. «Pochi, egli dice, possono farsi

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Racconto. — Ma noi, saltò su a dire una volta un contadino, dobbiamo levarci la pelle dalle dita per lavorare, e siam sempre al verde, e il sor

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NORME DI GIAN MATTEO. I. Coltiva il poco. Gian Matteo aveva spesso in bocca questo proverbio: guarda il grande podere; ma coltiva il piccolo. È

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mutuante, e non ritraendo dal terreno che il 2 e mezzo od il 3 per cento, è chiaro che in poco d'ora andrà in ruina.

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attrezzi, del tempo ce ne perdo del bello! Un'oretta il mattino, un'oretta a mezzodì e un'altra la sera, ce la sciupo; e chi me le compensa

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fruttare i terreni ci vuol istruzione e concime; cioè lavoro ben diretto e ingrasso; il che in generale vedeva mancare nel suo paese. In una

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que' cocciuti testardi che non volevano deviare d'un filo da quel che faceva il nonno. Questa cocciutaggine è un difetto grandissimo de' contadini, che

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VI. Coltiva terreni buoni. Sia buono o cattivo il terreno, la fatica e la spesa a coltivarlo è la stessa; se non è maggiore nel cattivo; ma quanto

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VII. Il letamaio. Gian Matteo diceva, che per render buone le terre ci vuole: 1°. un buon letamaio; 2° eccellenti strumenti; 3° un accurato

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VIII. Strumenti a punta d'oro, d'argento e di ferro. Il terreno possiede nel suo seno di molti elementi di fertilezza; è un pozzo d'inesauribile

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terra riposa nel variar di seme e di coltura; il che si fa coll' avvicendamento. Gian Matteo diceva che un buon avvicendamento è il vero granaio

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X. La seminagione. Aveva cura di scegliere sempre buoni semi; e cercava polputi, provenienti da spighe fitte e lunghe; il grano prima di spargerlo

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XI. Il vivaio. Gian Matteo diceva che la sua speculazione più fruttuosa fu il vivaio. Nel suo orto separò trentasei are di terreno; quivi a 60

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coltivazione, se non si è tenuto conto della spesa e del prodotto? L'agricoltura è l'arte di ottenere il massimo beneficio colla minor spesa; e come

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, per il che le colline all'estate danno una certa apparenza di caìdo e di secco, e forse proviene anche da ciò la troppa siccità del continuo lamentata

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XIV. Pregiudizii. Dio mio, quanti pregiudizii nelle campagne! Questo legume non si deve seminar a luna nuova; quell'altro a Iuna piena; il concime

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vinificazione; ma vendeva la foglia de' gelsi e le uve, a chi v'attendeva di proposito. A ciascuno il fatto suo, diceva egli, l'agricoltore faccia

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voleva ritirarsi. Poco lontano stava solo Gian Matteo, guardando tutto quel brulichio, ma come colui, che rimanda ad altro tempo il divertirsi, quasi non

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NORME DI MASSERIZIA DI CATERINA. I. Cura della casa. La casa è il regno della donna; e la virtù di lei si riconosce dall'assetto e dalla pulizia, che

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III. Bucato. Vi sono nella campagna di tali, che, non so perchè, fanno una sol volta all'anno il bucato. È un'economia mal intesa. E primieramente la

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nascondeva in un mucchio di sabbia asciutta in un angolo della cantina. I pomidori li riponeva a pezzetti in fiaschi o in bottiglie turate il meglio

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Un po' di morale. Ecco come Gian Matteo raggruzzolò un patrimonio di cento mila franchi; oh sì che varrà 100,000 lire il fatto suo! Ora ditemi un po

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di tutto si è che diffidano piuttosto delle persone di studio; mentre si abbandonano ciecamente alle persone ignoranti. Il maestro, il medico, il

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tregua, lavorano anche la notte, i giorni di festa talora; e lì sia inverno, sia estate, piovosi o sereni volgano i giorni, sempre il lavoro continua, e in

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famiglia, i cui padri spesero il meglio delle loro sostanze per farne un avvocato, un ingegnere, un medico, credendosi di avere ne' loro figli tanti

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......» 15 « V. L'istruzione ......» 18 « VI. Il furlo campestre ....» 25 « VII. Gian Matteo — Racconto...» 31 NORME DI GIAN MATTEO I. Coltiva il

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Rozzezza. Il dottor Enrico in quel tempo, che villeggiava nel suo paesello, vago di fare alcun che in pro di que' terrazzani, usava ne' dì di festa

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